Emilia Romagna
Fattoria Nicolucci occupa un posto in prima fila nella grande storia del Sangiovese di Romagna. Attiva dal 1885, è situata sulla collina di Predappio Alta, sopra a vecchie miniere dove un tempo si estraevano gesso e zolfo. Al timone c’è la quarta generazione, rappresentata da Alessandro Nicolucci, che spiega: “La nostra è una viticoltura che ancora oggi detta i ritmi di vita, con una filosofia produttiva radicata nel tempo. Tutto iniziò con il bisnonno Giuseppe, che produceva e vendeva Sangiovese sfuso per il circondario e l’osteria del paese, poi il nonno Amedeo che continuò ad ampliare il giro alle osterie del Forlivese, sino ad arrivare ai giorni nostri con un’impronta imprenditoriale più marcata voluta da mio padre Giuseppe, che mi ha poi passato il testimone”. Nei 10 ettari abbarbicati su un’aspra collina calcareo-argillosa e con la tipica vena di zolfo che a tratti compare nel terreno cresce il Sangiovese di vecchi cloni che da secoli si sono adattati al microclima locale. “Il Sangiovese di Predappio è robusto, austero e insieme elegante, con elevate acidità che regalano freschezza, frutto, ma anche un’invidiabile capacità di invecchiamento”. La punta di diamante è la Riserva Vigna del Generale, un cru che prende nome da un vigneto a 300-350 metri d’altezza. Prodotto dalla vendemmia 1980, riposa 2 anni in botte di rovere per poi mostrarsi strutturato, avvolgente e vivacemente tannico.
Nella foto Alessandro Nicolucci