Il terroir al centro con le scelte etico-ambientali
Difficile riassumere la storia di questa Cantina piemontese, dietro alla cui nascita c’è il re d’Italia Vittorio Emanuele II, che nel 1858 donò all’adorata Rosa Vercelliana i terreni dove sorgono la cantina e i vigneti, mentre loro figlio Emanuele Alberto fu tra i primi promotori del Barolo, avviando già nel 1886 le spedizioni Oltreoceano. Nel 2008, l’azienda venne acquisita dalle famiglie Farinetti e Baffigo, che nel 2017 hanno festeggiato il titolo di “Cantina europea dell’anno” per Wine Enthusiast e inaugurato il Villaggio Narrante di Fontanafredda: 120 ettari di riserva bionaturale a Serralunga d’Alba tra vigneti, cantine, hotel de charme e foresterie. Tra i meriti aziendali c’è l’aver puntato pionieristicamente sul terroir, commercializzando a metà anni Sessanta il primo Barolo con il nome del vigneto in etichetta (Vigna La Rosa 1964): al 1988 risale invece il lancio del primo Barolo a menzione comunale (Serralunga d’Alba). Fontanafredda produce con successo anche bianchi e rossi autoctoni delle Langhe e bollicine Alta Langa. Dal 2020 l’impegno ambientale ed etico ruota intorno al progetto Rinascimento Verde. “Abbiamo rimesso la terra al centro, per dar vita a una grande comunità unita intorno al rispetto della terra e delle persone”, sintetizza Andrea Farinetti. “Il premio Bandiera Verde Agricoltura 2025 di CIA-Agricoltori italiani conferma che andiamo nella direzione giusta”.